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CONTO VENDITA

Uno dei maggiori rischi che un negoziante deve affrontare sono le rimanenze di magazzino che lo costringono poi ad una svendita totale per smaltire gli articoli.

Il conto vendita (o contratto estimatorio), è un tipo di contratto di rifornimento delle merci, che non obbliga al pagamento anticipato degli articoli esposti in un negozio; infatti il pagamento avviene solo alla vendita dell’articolo altrimenti esso viene restituito al fornitore.

Quindi possiamo ricapitolare che questo tipo di contratto non prevede nessun pagamento anticipato della merce che viene spedita al negoziante, il quale sarà tenuto al pagamento solamente dei prodotti venduti, mentre quelli rimasti potranno essere restituiti al fornitore.

Questo contratto ha sempre una durata precisa, infatti durante questo periodo di tempo il negoziante ha il compito di vendere la merce e saldare i pagamenti al fornitore altrimenti restituirla.

È un sistema che funziona per entrambe le parti, permette al negoziante di poter tenere un’elevata varietà di articoli in negozio, ma permette anche al fornitore di distribuire i suoi articoli sul mercato in maniera più organizzata.

Bisogna precisare che la merce in conto vendita rimane pur sempre di proprietà del fornitore, quindi se dovesse presentarsi un danno o furto alla merce, il fornitore ha il pieno diritto di risarcimento.

Questo contratto viene stipulato nel seguente modo:

Consegna della merce al negoziante avviene tramite il trasporto della merce accompagnata dal Documento di Trasporto, nel quale è specificato che non si esige la necessità di pagamento immediato. La durata del contratto è quindi stabilita dalla data che è presente sul documento di Trasporto, dal quel momento partirà il termine di un anno entro il quale devono essere compiuti i punti 2 e 3.

Rendicontazione delle merci vendute alla vendita dei prodotti il negoziante è obbligato ad emettere una ricevuta o scontrino fiscale ai clienti, così da poter tracciare tutte le vendite che poi serviranno al fornitore per emettere la sua fattura.

Restituzione degli articoli non venduti .scaduto il termine del contratto il negoziante è tenuto a restituire la merce non venduta al fornitore.

Nel FRANCHISING in conto vendita, il negoziante rappresenta una specie di intermediario tra fornitore e cliente finale, il quale fa parte quindi anche della propaganda di diffusione pubblicitaria del brand. Bisogna sempre ricordare però che il negoziante non può né gestire né acquistare la merce.

LA FORMULA DEL CONTO VENDITA E I SUOI VANTAGGI

Nel Corso degli anni i fornitori hanno spinto i negozianti a comprare lotti di merce di una certa quantità per poter affrontare i costi di spedizione, portando così il negoziante ad una difficoltà di vendita e rischio di magazzino. La soluzione è stata proposta dai franchisor la merce in conto vendita.

La merce in conto vendita viene trasportata al negoziante, con l’obbligo di vendita e di pagamento solo dopo la vendita degli articoli altrimenti la restituzione della merce entro un anno se invenduta.

È da precisare che se viene effettuato il conto vendita è quasi sempre fatto da società di Franchising produttori che hanno interesse di vendita della loro merce. Il franchisor è quindi un venditore all’ingrosso, che grazie al suo potere contrattuale ed economico, acquista la merce con un elevato sconto e trattenendo la marginalità per lui e la rivende ai suoi franchisee. Qui il conto vendita è più difficile da attuare perché il franchisor non è il diretto produttore della merce, ha una marginalità più bassa.

CONTRATTO DI CONTO VENDITA

Le due parti del contratto sono il Tradente, chi consegna la merce e l’accipiente, che riceve la merce e si obbliga a pagarla dopo la sua vendita al cliente o la restituisce in caso di non vendita entro un anno.

Questo tipo di contratto stabilisce il rapporto tra fornitore e venditore quando questo accetta di assumere i prodotti in conto vendita nel suo negozio, evitando quindi il rischio di magazzino.

Bisogna in ogni caso distinguere fra merce in CONTO VISIONE E CONTO VENDITA. La Prima permette di esporre la merce nel negozio per un anno, mentre la seconda permette di esporre la merce per un massimo di 45 giorni.

REGOLE PER I BENI IN CONTO VISIONE

DOVE ANNOTARE I BENI IN CONTO VISIONE

La vendita con riserva di gradimento e vendita a prova, si considera effettuata ai fini dell’IVA nel momento del passaggio di proprietà. Secondo l’art. 6 DPR 633/1972, per i beni mobili l’operazione si considera effettuata dal momento della consegna entro un anno da suddetta data. Si consiglia quindi di tenere sempre controllata la scadenza dei 365 giorni, in modo da non superarlo.

Secondo l’art. 1 c. 5 DPR 441/1997, per vincere la presunzione di cessione, prevede che la consegna dei beni deve risultare, in alternativa:

Dal Documento Di Trasporto, con specificata causale o un valido documento di Trasporto merci;

Da annotazione sul Registro IVA i dati e la causale, e ulteriormente i dati del destinatario dei beni;

Dal libro giornale a norma del Codice Civile, quindi atto registrato presso l’Agenzia delle Entrate competente, con tutti i dati precedentemente elencati registrati.

QUANDO I BENI VIAGGIANO VERSO PAESI COMUNITARI

Da e verso i paesi membri dell’Unione Europea (art. 39 c.1 DL 331/93), valgono le regole menzionate sopra.

L’imposta sospesa è annotata nel registro IVA prevista dall’art. 50 c. 5 DL 331/1993. Quindi possiamo affermare che:

Entro il 15esimo giorno del mese successivo dalla ricezione della fattura, il cessionario italiano, deve annotare il documento nel registro degli acquisti. Tutti gli elenchi riepilogativi, ai fini INSTRASTAT vanno presentati in relazione al periodo in cui la fattura di cessione o di acquisto è registrata.

Decorsi i 365 giorni, il cedente dal paese Italia, deve emettere la fattura il giorno 15 del mese successivo alla scadenza dell’anno.

COME FUNZIONA IL CONTO VISIONE

Quando un lotto di merce esce dal magazzino del venditore per essere trasportato da un luogo A ad uno B, è quasi ovvio pensare che sia adibito alla vendita. Per evitare supposizioni di ogni genere, il mittente è tenuto a compilare molti moduli in proporzione a quante siano le causali di trasporto di merci.

Può darsi che una percentuale del lotto sia adibito alla vendita mentre il restante sia in CONTO VISIONE. In questo determinato caso il responsabile di fatturazione del luogo di destinazione deve sottoscrivere due moduli, essendo due le causali di quel lotto di quella spedizione unica.

Il CONTO VISIONE è dettato da alcune peculiarità, innanzitutto il destinatario della merce può visionare i prodotti in modo da poter valutarne le qualità e quantità preventivamente accordate con il mittente. Solo dopo che il ricevente è soddisfatto della merce, essa può essere adibita alla vendita nel negozio. Quindi possiamo affermare che nel momento in cui la merce esce dal magazzino del mittente, non si può sapere se la merce in conto visione sarà messa in vendita. Quindi, c’è il rischio che potrebbero sorgere problemi giuridici e formali nel momento di eventuali controlli, in quanto non può essere assicurata una certezza giuridica della tipologia di contratto sostenuta fra le due parti, perché manca n documento che certifichi la cessione della merce dopo l’accettazione da parte del destinatario.

Ecco a cosa serve Il Documento di Trasporto, per fare chiarezza sulla vendita della merce dopo che il destinatario accetterà il lotto di prodotti ad esso consegnato.

Secondo l’art.6 del DPR n.633/1972, ai fini dell’IVA le cessioni dei beni mobili si considerano effettuate nel momento della consegna o spedizione.

L’art. 109 del TUIR ai fini del pagamento, sancisce invece che i ricavi e le spese di acquisizione si considerano far parte del reddito e quindi conseguite e sostenute alla data di consegna o spedizione del bene mobile.

IL DOCUMENTO DI TRASPORTO

Dal 1996 questo documento particolare ha sostituito la bolla di accompagnamento ed è un adempimento normativo che viene richiesto nel caso di trasporto di merce da un luogo all’altro.

Si può trattare anche di un trasferimento merci da una sede all’altra della stessa azienda, quindi la causale non è sicuramente la vendita. Il DDT (abbr. Documento di Trasporto) non richiede nessuno standard prestabilito, esiste comunque un modello da scaricare per evitare di dimenticare campi importanti o fare errori.

COMPILAZIONE DEL MODULO

Ci sono dei campi obbligatori da compilare, ovvero: Partita IVA del mittente o destinatario, della società acquirente o destinataria della merce, la Data e il Numero del Documento, la Causale, Generalità del Vettore adibito al Trasporto, il numero e il Peso dei Lotti, Data di Spedizione. I dati possono variare in caso di merci speciali.

In ogni caso se il destinatario accetta la merce, deve emettere una fattura che dichiara l’avvenuta cessione dei beni, obbligatoriamente entro un anno dalla data di consegna.

CONTO VISIONE E CONTO SOSTITUZIONE: LE DIFFERENZE

I BENI CONSEGNATI IN CONTO SOSTITUZIONE: il prezzo della merce/prodotti o servizi che sono stati ceduti, comprendono già l’imposta e il prezzo delle sostituzioni che potrebbero pervenire.

In ogni caso il prezzo totale, non comprende che i beni che vengano danneggiati siano restituiti oppure no. Il bene in Conto Sostituzione deve:

Avere lo stesso valore di quello che è stato restituito;

Essergli assoggettata la stessa aliquota del bene sostituito.

In caso non venissero rispettate queste 2 condizioni elencate, bisognerà procedere con il versamento dell’iva relativa al più alto valore del bene dato in sostituzione o alla massima aliquota applicabile a quel bene.

Questa operazione sarebbe assoggettata all’iva se avvenisse al di fuori del periodo di garanzia.

Per quanto riguarda la documentazione, le Sostituzioni fatte in periodo di garanzia non hanno l’obbligo di essere fatturate. È in ogni caso consigliato e fondamentale rilasciare al cliente una documentazione adeguata ed idonea nella quale risulti evidente la Data di Spedizione, i Dati del Destinatario, il Luogo di Destinazione, la Natura e Quantità dei beni, la Causale, gli Estremi del Documento di Trasporto dei beni originariamente consegnati al cliente.

È importante sapere che non esistono norme o discipline specifiche per la regolamentazione delle sostituzioni gratuite dei beni ancora in periodo di Garanzia, perciò viene applicata la norma nazionale.

Durante il periodo di garanzia i beni che vengono inviati o ricevuti dal mittente, il quale sia stabilito in un altro Stato membro, queste operazioni non vengono rilevate ai fini dell’imposta, con successive conseguenze, quali:

Nessun l’obbligo di presentazione dei modelli Intra per nessun caso.

Nessun obbligo di fatturazione.

Resta comunque presente l’obbligo di attestazione del passaggio dei beni tra le parti medianti con l’emanazione del Documento di Trasporto.

La Sostituzione di un bene per un soggetto che vive fuori dagli stati membri, è un’operazione che è esclusa all’imposta a causa della carenza del presupposto oggettivo.

BENI CONSEGNATI IN CONTO VISIONE: i beni vengono consegnati all’acquirente in modo che egli, preventivamente all’acquisto di essi, possa valutarne le caratteristiche tecniche e funzionali e verificare se corrisponde alle sue esigenze di negozio.

La disciplina che invece regola l’imposta, prevede effettuate le cessioni di beni mobili quando vengano esse consegnate o spedite.

Quando i beni vengono inviati in conto visione, nel limite temporale apposito, il cedente deve adottare adeguate misure per superare le presunzioni di cessione che sono previste dalla normativa fiscale.

I documenti da allegare o presentare sono riassunti a seguire:

Deve essere emessa una fattura regolare, alla vendita della merce.

Deve essere emanato un Documento di Trasporto con specifica causale, oppure deve avvenire l’annotazione dell’operazione sul libro giornale o sui registri Iva, all’invio della merce.

Entro un anno dalla consegna della merce, il negoziante al quale veniva concesso il prodotto in “conto visione”, deve allegare al bene restituito il Documento di Trasporto emesso dal Cliente, oppure se l’operazione era stata registrata sul libro giornale, allora fare una nuova annotazione per tenere tracciata la merce.

Se la vendita della merce non avviene entro un anno dalla ricezione e non si ottiene nemmeno la restituzione della merce, la cessione si considera comunque effettuata ed è quindi obbligatorio emettere an fattura che certifichi l’avvenuto.

La merce in conto visione può essere trasferita anche in stati esteri non membri dell’Unione Europea, sempre con previsione del termine di un anno dalla consegna, passato il quale, se i beni non vengono restituiti la cessione si considera comunque effettuata ed è necessario emettere la fattura.

Ai documenti emessi dal cedente vengono applicati gli stessi adempimenti elencati in precedenza, ai quali deve però essere aggiunto:

La compilazione di un registro dove devono essere iscritti tutti i movimenti relativi ai beni spediti e ricevuti in o da uno stato membro dell’Unione Europea in base al contratto di vendita;

Un modello Intrastat originale senza nessuna verifica della restituzione del bene.

GLI OMAGGI A CLIENTI NAZIONALI

Se le cessioni gratuite di beni la cui produzione o commercio rientrano nell’attività propria dell’impresa sono assoggettabili ad Iva, esclusi però, i campioni gratuiti appositamente contrassegnati in maniera indelebile o siano di modesto valore.

L’operazione deve considerarsi come imponibile ad iva, in caso non si verifichino le precedenti condizioni, con necessarie 3 opzioni:

L’ammontare totale dei valori dei beni da cessione gratuita e la sua relativa imposta, devono essere annotati su un registro adibito agli omaggi.

Emissione di una fattura al cliente finale con risalva dell’Iva, che egli dovrà conseguentemente essere pagata al Cedente.

Emissione di fattura al cliente finale senza rivalsa d’Iva, una fattura con indicazione del valore dei beni e dell’aliquota applicabile e della relativa imposta con nominazione “autofattura per omaggi”. Questo documento dovrà essere iscritto nel registro delle fatture emesse.

I beni che vengono ceduti a titolo di sconto, premio o abbuono creano una situazione differente in base alle specifiche clausole presenti nel contratto. In questo l’operazione è considerata estranea ai fini dell’Iva e non si tratta quindi di beni soggetti all’aliquota più elevata rispetto a quelli ceduti a fronte di un corrispettivo.